Clima mite, visitatori ed espositori sereni, tanta innovazione con una spiccata vocazione per la robotica applicata al cleaning. Issa Interclean Amsterdam si conferma una fiera di successo, a livello europeo e mondiale. Ma i limiti, per Toni D’Andrea AD di Afidamp Servizi, non sono mancati: “Resta la spaccatura fra una parte “ricca” e una parte “povera” della fiera, con gli espositori di quest’ultima un po’ delusi. E resta una certa opacità nella divulgazione dei dati. La app? Sostanzialmente un flop”.

“Felice” è forse l’aggettivo più adatto per descrivere l’edizione 2016 di Issa Interclean Amsterdam. Almeno in parte. Felice il tempo, che ha baciato la capitale olandese per tutta la durata della manifestazione e ha regalato a tutti quattro giorni di clima mite e piacevole, molto apprezzato soprattutto perché ha garantito il successo delle numerose dimostrazioni esterne. Felici gli espositori a partire da quelli italiani, che si confermano i primi “clienti” della fiera, che hanno visto premiate la creatività e la voglia di innovare e rinnovarsi. E che nei loro stand non si sono limitati alla semplice presentazione dei prodotti e dei sistemi, ma hanno addirittura inscenato spettacoli, sketch, piccoli eventi che hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più distesa e serena.

Oltre 30mila visitatori da tutto il mondo

Abbastanza felici anche i numerosi visitatori (oltre 30mila provenienti da tutto il mondo), che hanno trovato ad Amsterdam una fiera al passo con issa interclean amsterdam 2016, i mille volti di una fiera al passo con i tempi, capace di radunare nei padiglioni RAI tutte le novità del settore, a partire dalla robotica, che quest’anno ha avuto un ruolo davvero privilegiato. I visitatori hanno avuto l’opportunità di vedere e toccare con mano le nuove tecnologie e scoprire le ultimissime novità del settore, a cominciare dal Premio Innovazione, giunti all’11ma edizione. Resta però “l’almeno in parte” iniziale, che si condensa tutto nelle parole di Toni D’Andrea, AD di Afidamp Servizi, che confida: “Sarei ipocrita se dicessi che la fiera non ha avuto successo, e non ha portato i suoi risultati positivi. Certo è che i limiti rimangono. A partire dal fatto che, come sa bene chi è abituato ad andarci, si conferma la spaccatura: una parte “ricca”, i padiglioni di destra, con macchine, prodotti e attrezzature, in cui si concentra il 70% del business e del movimento di visitatori, e una parte di sinistra più “povera”, l’area chiamata “Washroom”, con il restante 30%. Tanto che si potrebbe parlare addirittura di due fiere distinte. E questo non può certo far piacere a chi ha investito in quella parte dell’esposizione. Purtroppo continuo a vedere che la struttura della fiera, sostanzialmente, resta tale da impedire una circolazione uniforme dei visitatori. Tanto che, di fatto, si creano effettivamente due settori differenti.”

Molte le attività outdoor, ma anche quelle negli stand

Cambiamo registro e passiamo al clima: il bel tempo è una nota molto positiva. Grazie al clima splendido, l’Outdoor Demo Show è riuscito molto bene e l’atmosfera era vivace anche all’interno dei padiglioni. Una volta all’interno, il visitatore ha potuto assistere inoltre a innumerevoli attività negli stand degli espositori: una performance di break-dance, il lavoro di un caricaturista, una sosia di Marilyn Monroe e, addirittura, una dimostrazione di realtà virtuale che ha reso ancora più interessante l’esperienza nel suo complesso. Le prime statistiche sulla permanenza media ci dicono che la maggior parte dei visitatori ha passato tre giorni alla fiera: un dato positivo perché significa che la fiera resta attrattiva, non solo per la classica “toccata e fuga”.

Ancora più internazionale

Altri dati dicono che, in questa edizione, Interclean Amsterdam è stata ancora più internazionale delle passate edizioni. Per quattro giorni un totale di 30.289 professionisti provenienti da 134 paesi si sono recati in visita alla fiera, e i partecipanti internazionali continuano a crescere anche sotto il profilo numerico: basti pensare che in questa edizione, il 76% dei visitatori, quindi oltre i tre quarti, proveniva da fuori l’Olanda. Il maggior incremento nel numero di presenze è venuto dall’Oceania, dall’Africa occidentale e dal Sud-Est asiatico. “Anche qui, però – commenta D’Andrea – mi sia permesso di dire che c’è poca chiarezza: ad oggi, a ben 15 giorni dalla fiera (scriviamo a fine maggio, ndR), non c’è ancora certezza sui metodi di calcolo: quasi 30mila sono ingressi singoli o no? E precisamente, da dove vengono? Con quali interessi? Quali figure professionali rappresentano? Ecco, io credo che un investitore che crede in una fiera debba sapere tutto questo non un mese, quindici giorni o una settimana dopo, ma subito dopo o addirittura, come facciamo noi a Pulire ormai da 2 edizioni, in tempo reale e con un metodo di conteggio rigorosamente dichiarato e controllato. Un altro aspetto che non considero particolarmente riuscito, a tale proposito, è la app della fiera: non vi si trovavano i dati davvero utili e importanti, e nemmeno un grado di approfondimento adeguato a un appuntamento di questa importanza. Questo secondo me va rivisto, e devo dire che Pulire è molto più evoluta.” Detto ciò, Interclean Amsterdam si conferma comunque una manifestazione altamente attrattiva, è lo stesso D’Andrea ad ammetterlo: “ Ciò che è certo è che la fiera, grazie anche al coinvolgimento di microaziende e tanti (circa 110) espositori cinesi, ha raggiunto il numero ragguardevole di 800 espositori, una cifra per noi oggi impensabile. Di questo bisogna render merito alla manifestazione olandese.”

L’Innovation Award

Capitolo innovazione. Il Premio Amsterdam Innovation Award insieme all’InnovationLAB hanno attirato l’attenzione su ciò che di nuovo si sta muovendo nel mondo del cleaning ( si veda articolo apposito).A proposito di realtà aumentata, il Suma Revoflow di Sealed Air Diversey Care è stato dichiarato vincitore assoluto del premio Amsterdam Innovation Award 2016. I vincitori delle altre categorie sono: Robot RA 660 NAVI di Cleanfix e Quick & Easy System di Werner & Mertz Professional. Il BRC 40/22 C di Kärcher ha vinto il premio del pubblico, Visitor’s Choice Award. Grande spazio anche per le attività sociali: il premio Amsterdam Innovation Award ha consegnato una donazione di 16.500 euro all’African Medical & Research Foundation (AMREF) Flying Doctors per il loro progetto a Kilindi, in Tanzania, che mira a fornire strutture idriche e sanitarie accessibili alla comunità locale. Dice D’Andrea: “Ad essere onesto, e a voler parlare fuori di retorica, l’innovazione c’è stata, ma non quel boom che si andava ventilando. L’unico aspetto veramente interessante, a questo proposito, è stata la robotica, con uno spazio dedicato in cui si potevano vedere le ultime novità.”

La Robot Arena

Infatti, a proposito di robotica e dintorni, quest’anno ad Amsterdam c’era una novità: la Robot Arena, uno spazio ad hoc dedicato proprio alla robotica e alle altre tecnologie che si stanno rapidamente affermando nel nostro settore. L’Arena, parte dell’Innovation Lab, è stata allestita nel padiglione 9.

La parte convegnistica

Intanto nell’Innovation Lab ha preso vita, per tutta la manifestazione, un intenso calendario di attività culturali, convegni, tavole rotonde, speech e workshop sui temi di attualità nel settore a livello internazionale. Insomma, l’arena dedicata ai robot e i seminari ricchi di informazioni nell’ambito dell’InnovationLAB erano due caratteristiche imperdibili durante l’evento. Issa Interclean, in effetti, è stato anche convegni, incontri, approfondimenti. Per D’Andrea questa, però, è stata una parziale delusione: “I temi erano quelli di attualità per il settore, molto sentiti e importanti, ma purtroppo molto spesso agli incontri non ho visto l’affluenza sperata. A mio parere ci abbiamo visto giusto noi, quando abbiamo deciso nel 2012 di scorporare da Pulire la parte congressuale per portarla a Milano negli anni pari, quelli senza la fiera. E’ ingenuo pensare che un imprenditore impegnato nella fiera abbia il tempo di togliersi dal proprio business per sedersi due ore in una platea.” Forum Pulire, appunto. Quest’anno potrà contare anche sulla partnership di Issa, che è proprio la promotrice della fiera olandese… Anche se a prima vista può sembrare un controsenso, in realtà non lo è affatto, ed è proprio D’Andrea a spiegarci perché: “Come sa, la fiera di Amsterdam ha due anime: Rai, che è l’ente fieristico e si occupa in pratica della vendita degli spazi, e Issa, che è interessato più agli aspetti culturali che riguardano il cleaning internazionale. In quest’ottica, è chiaro che una manifestazione come Forum Pulire non può che essere di enorme interesse per loro”.

E gli italiani?

Tornando a ragionare di numeri e spazi, come sempre, ad Amsterdam, gli italiani l’hanno fatta da padroni (anche se i cinesi si avvicinano…): “Credo che Interclean Amsterdam debba continuare a ringraziarci – dice D’Andrea – , visto che ancora una volta la “compagine” degli italiani, fra i grandi big e le aziende meno grandi ma altrettanto attive, è stata quella di maggioranza relativa sia numericamente, con circa 150 presenze, sia a livello di spazi, con aree davvero importanti. Il che dimostra, fra l’altro, che il cleaning italiano è ancora più vivo che mai.”

di Simone Finotti