Lo scorso 20 novembre Consip SpA ha indetto una gara a procedura aperta per l’affidamento dei servizi di pulizia e igiene ambientale, nonché degli altri servizi aggiuntivi da eseguirsi negli immobili adibiti ad uso caserma per le Pubbliche Amministrazioni.

La gara
La gara è strutturata in 14 lotti geografici, con un importo globale massimo di 582 milioni di euro al netto dell’Iva. La Convenzione avrà una durata di 24 mesi dalla data di attivazione della stessa. Tale durata può essere prorogata fino ad un massimo di ulteriori 12 mesi, su comunicazione scritta di Consip S.p.A., qualora alla scadenza del termine non sia esaurito l’importo massimo, anche eventualmente incrementato e, comunque, sempre nel limite dell’importo medesimo. I singoli contratti di fornitura hanno durata di 3 anni, come specificato nella documentazione di gara. La gara verrà aggiudicata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ed ecco le principali scadenze: termine per ritiro documentazione: 11/02/2016, ore 12; termine per richiesta chiarimenti 18/01/2016, ore 23:59; termine per ricezione offerte 11/02/2016, ore 12.

I servizi oggetto della Convenzione
Oggetto dell’iniziativa sono: servizi di Pulizia e Igiene Ambientale (pulizia, disinfestazione, raccolta e smaltimento rifiuti speciali, giardinaggio); servizi aggiuntivi (rifacimento letti, lavaggio stoviglie, facchinaggio interno, facchinaggio esterno/traslochi); servizi gestionali. Questi i principali benefici/punti di forza: uniformità degli standard di servizio (attività e relative frequenze) per ciascuna caserma, con possibilità di personalizzazione in caso di particolari esigenze; gestione del contratto con pochi interlocutori per tutte le caserme presenti sul territorio nazionale; programmazione degli interventi, in modo da consentire una migliore gestione della spesa; previsione in capitolato di indicatori di servizio dei livelli prestazionali ed un meccanismo delle penali semplice; previsione di servizi gestionali per rendere le Caserme, i Corpi ed i Ministeri più consapevoli della consistenza dei propri immobili; caratteristiche di tutela ambientale e di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Previste anche apposite misure per gli acquisti verdi. Ciò che fa ben sperare è la suddivisione in lotti a carattere regionale e, in qualche caso, provinciale, con un valore medio di poco più di 40 milioni: si va da un massimo di 50 milioni per il lotto 6 a un minimo di 32 per il lotto 5: una cifra “raggiungibile” non solo, come è accaduto per le altre convenzioni centralizzate, da pochissimi megasoggetti, ma da una fetta di imprese molto più ampia.

Verso i “lotti funzionali”?
Che si stia andando, finalmente, verso una logica di “lotto funzionale”? Oppure, più semplicemente, si sta parlando di un patrimonio immobiliare più contenuto? Vogliamo essere ottimisti, anche perché è la stessa Consip a sottolineare la propria volontà di favorire l’inclusione delle Piccole e medie imprese del settore. E in effetti anche la scelta della suddivisione in 14 lotti in luogo di, ad esempio, 6 o 7 megalotti da 100 milioni o più, sembra in linea con tale volontà. Buone notizie anche dal calcolo del fatturato specifico richiesto negli ultimi due anni: 25 milioni per il lotto più ricco, e 16 di fatturato specifico per il più piccolo. Teniamo anche presente che le fideiussioni vanno, già ridotte del 50% per le aziende certificate Uni En Iso 9000 (punto 11.7 del disciplinare di gara), dai 500 mila euro per il lotto 6, ai 320 mila euro del 5, cifre importanti ma abbordabili. Complessivamente, dunque, i requisiti di gara sono molto meno onerosi rispetto a quanto eravamo abituati a vedere. Non si possono, inoltre, vincere oltre tre lotti: un’azienda, pur volendo partecipare a tutti i lotti, non può aggiudicarsene più di tre. E per partecipare a tutti i lotti deve avere i requisiti richiesti dai tre maggiori: in totale, poco più di 70milioni (25 milioni + 23.150.000 + 22.650.000) di euro di fatturato specifico nell’ultimo biennio. Incrociando questi numeri con i dati relativi ai fatturati delle imprese, risulta che in Italia ci possano essere almeno un centinaio di imprese (dai 10 ai 50 milioni dei fatturato) che potrebbero fare un lotto da sole. A queste se ne deve aggiungere un altro migliaio che fattura da 1 a 10 milioni): di queste almeno 500 imprese, mettendosi in due o tre, possono fare i lotti. Resta comunque il grande scoglio della progettazione (teniamo presente che l’offerta tecnica pesa per un massimo di 55 punti, mentre quella economica per massimo 45), che costringerebbe molte imprese meno strutturate a rivolgersi a studi di consulenza esterni, facendo lievitare (e non poco) i costi per la partecipazione. Fermo restando che a Consip spetta già una commissione dell’1,5%.

Il dettaglio dei lotti
Ed ecco, nello specifico, il dettaglio dei lotti.

Lotto 1: province di Genova, Imperia, Savona, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino, Vercelli, Aosta e Novara fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 43.000.000 (quarantatremilioni/00);
– Lotto 2: province di Verbano, Pavia, Bergamo, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Sondrio, Varese, Brescia e Monza-Brianza fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 44.000.000 (quarantaquattromilioni/00);
– Lotto 3: province di Gorizia, Trieste, Udine, Pordenone, Bolzano e Belluno fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 42.800.000,00 (quarantaduemilioniottocentomila/00);
– Lotto 4: province di Venezia, Treviso, Trento, Verona, Vicenza e Padova fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 43.800.000,00 (quarantatremilioniottocentomila/00);
– Lotto 5: province di Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 32.000.000,00 (trentaduemilioni/00)
– Lotto 6: province di La Spezia, Lucca, Massa Carrara, Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Firenze e Viterbo fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 50.000.000,00 (cinquantamilioni/00);
– Lotto 7: province di Chieti, Pescara, Teramo, Forlì Cesena, Ravenna, Rimini, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro Urbino, Arezzo, Perugia e Terni fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 35.800.000,00 (trentacinquemilioniottocentomila/00);
– Lotto 8: province di L’Aquila, Rieti, Avellino, Benevento, Caserta, Frosinone, Campobasso, Isernia e Latina fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 42.200.000,00 (quarantaduemilioniduecentomila/00);
– Lotto 9: Comune di Roma1, relativamente ai Municipi 1, 2, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14, fino al
raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 39.100.000,00 (trentanovemilionicentomila/00);
– Lotto 10: Comune di Roma2, relativamente ai Municipi 3, 4, 6, 15, e Comuni in Provincia di Roma fino al raggiungimento dell’Importo Massimo di Euro 46.300.000,00 (quarantaseimilionitrecentomila/00);
– Lotto 11: province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Napoli, Salerno, Vibo Valentia e Potenza fino al raggiungimento dell’importo massimo di Euro 45.300.000,00 (quarantacinquemilionitrecentomila/00);
– Lotto 12: province di Matera, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto fino al raggiungimento dell’importo massimo di Euro 42.700.000,00 (quarantaduemilionisettecentomila/00);
– Lotto 13: province di Reggio Calabria, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani fino al raggiungimento dell’importo massimo di Euro 42.000.000,00 (quarantaduemilioni/00);
– Lotto 14: province di Cagliari, Nuoro, Olbia Tempio, Oristano, Sassari, Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Medio- Campidano fino al raggiungimento dell’importo massimo di Euro 33.000.000,00 (trentatremilioni/00).

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