Procede a rapide tappe l’iter del recepimento in Italia delle nuove Direttive Europee per gli Appalti pubblici  (AS 1678, DDL delega recepimento direttive 2014/23, 24 e 25 UE del 26 febbraio 2014), a cui sta lavorando l’ottava Commissione Lavori Pubblici del Senato. Nella seduta del giorno 8 aprile scorso la Commissione ha licenziato un primo testo che ha sottoposto alle associazioni che ora hanno tempo fino al 15 aprile per inviare le proprie osservazioni insieme a tutti i soggetti istituzionali che nei mesi precedenti sono stati auditi in Senato.

Il testo appare più completo rispetto alla versione precedente, e recepisce molte delle istanze e delle proposte di emendamento avanzate dalle associazioni imprenditoriali in occasione delle varie audizioni avute in Senato, tra le quali le firmatarie del “Manifesto dei buoni appalti” (Manifesto del mercato dei servizi per i patrimoni immobiliari ed urbani pubblici) Afidamp, Assistal, Confcooperative, Fise Anip, Fnip, Legacoop Servizi. Ad esempio, tra i punti più caldi, il riordino del quadro normativo vigente, finalizzato ad ottenere una significativa riduzione del complesso delle disposizioni legislative, amministrative e regolamentari (attualmente gli articoli del Codice appalti 163/06 sono 257, oltre a una ventina abbondante di allegati). Quindi il preferenziale utilizzo, per l’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni, del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa derivante dal rapporto qualità/prezzo, anche per garantire un’individuazione più agevole delle offerte anomale: per gli appalti ad alta intensità di manodopera si era addirittura parlato della possibilità di eliminare del tutto il criterio del massimo ribasso.

Appare importante anche il rafforzamento della funzione di controllo della stazione appaltante sull’esecuzione delle prestazioni, con attenzione particolare ai poteri di verifica del responsabile del procedimento, del direttore dei lavori nei contratti di lavori e del Dec (Direttore esecuzione contratto) nei servizi e forniture, e comunque vietare negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale l’attribuzione dei compiti di responsabile o direttore dei lavori allo stesso contraente generale. Tra gli ambiti di “revisione”, quello del sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità e trasparenza, prevedendo la decadenza delle attestazioni in caso di procedure fallimentari e introducendo anche misure di premialità connesse a criteri reputazionali basati su parametri oggettivi e misurabili (come ad esempio rispetto dei tempi e dei termini contrattuali, compresi i costi, gestione dei contenziosi, ecc.). A questo proposito, sembra dunque poter avere una ricaduta effettiva la questione (che fino ad oggi appariva un po’ fumosa e priva di sbocchi concreti) del rating di legalità per le imprese, con “pagelle” di merito che, come già stabilito, saranno appannaggio dell’Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione. Ma si va anche oltre: nel testo dell’8va Commissione si parla anche di “pagelle per le stazioni appaltanti”, sempre da gestire dall’Anac, alla quale spettarà anche il compito di ridurre le 30mila stazioni ad oggi presenti in Italia ma staremo a vedere.

Sono infine da sottolineare due aspetti: il primo, emerso durante le audizioni in Senato di Fnip e di Confcommercio, riguarda il miglioramento delle condizioni di accesso al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni per le Piccole e Medie Imprese e per le imprese di nuova costituzione, anche attraverso il divieto di aggregazione artificiosa degli appalti. Inoltre si prevede una specifica disciplina per gli appalti pubblici di servizi, con particolare riguardo a quelli ad alta intensità di manodopera (cioè con almeno il 50% del costo manodopera), che introduca “clausole sociali ad hoc per la stabilità del personale addetto.

Questa la situazione allo stato attuale (metà aprile). Va detto che mentre scriviamo, e le associazioni stanno ultimando la loro lettura del testo e l’approntamento delle relative osservazioni, l’iter del recepimento delle Direttive continua a ritmo serrato.

 Testo base del provvedimento AS 1678