Ponendosi in linea con i discussi provvedimenti del governo Monti (2012: art. 15 comma 13 lettera a del Dl 95/12) e del governo Renzi (2014: art. 8 comma 8 lettera a del Dl 66/14), la legge 125/2015, all’articolo 9-ter sancisce l’obbligo, da parte degli enti del Servizio Sanitario, di proporre ai fornitori una rinegoziazione dei contratti in essere per servizi e forniture per raggiungere uno sconto del 5% su base annua. Il risparmio previsto è pari a 788 milioni nel 2015 e 805 nel 2016 ipotizzando una crescita dell’aggregato di spesa per beni e servizi oggetto della rinegoziazione di circa il 2,2%.

Ecco lo stralcio del testo di legge che ci interessa
Razionalizzazione della spesa per beni e servizi, dispositivi medici e farmaci
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 15, comma 13, lettere a), b), ed f), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, e dalle disposizioni intervenute in materia di pagamento dei debiti e di obbligo di fattura elettronica di cui, rispettivamente, al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 e al decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e tenuto conto della progressiva attuazione del regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera di cui all’intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 5 agosto 2014, al fine di garantire la realizzazione di ulteriori interventi di razionalizzazione della spesa: a) per l’acquisto dei beni e servizi (…) gli enti del Servizio sanitario nazionale sono tenuti a proporre ai fornitori una rinegoziazione dei contratti in essere che abbia l’effetto di ridurre i prezzi unitari di fornitura e/o i volumi di acquisto, rispetto a quelli contenuti nei contratti in essere, e senza che ciò comporti modifica della durata del contratto, al fine di conseguire una riduzione su base annua del 5 per cento del valore complessivo dei contratti in essere.

Ancora tagli, dunque: dopo il -5% già previsto nel 2012 (le misure del Dl 95/12) dal governo Monti, e un ulteriore -5% dell’attuale esecutivo (il famoso 66/2014), prepariamoci a un altro -5% sui servizi in sanità. Ciò che appare allarmante è che, di nuovo e nonostante i vari segnali di preoccupazione da parte di enti, associazioni e personalità autorevoli del comparto sanitario, è in arrivo una nuova tornata di tagli e rinegoziazioni unilaterali che oltre a mettere in difficoltà le imprese rischia di abbassare il livello dei servizi in un comparto già in forte sofferenza e ad alto rischio. Pensiamo all’allarmante problema delle infezioni nosocomiali, da alcuni già ribattezzate patologie legate all’assistenza, che dipendono strettamente dal grado di igiene degli ambienti ospedalieri come recentemente dimostrato da una ricerca condotta da Giorgio Vittadini, Crisp-Università di Milano Bicocca, e Gianmaria Martini, Università degli Studi di Bergamo. Lo studio, di cui GSA ha più volte parlato e che è stato presentato in occasione dell’ultimo Forum Pulire a Milano, instaura una relazione quantitativa fra spese per l’igiene negli ospedali e tasso di infezioni ospedaliere, analizzando 30 Aziende Ospedaliere pubbliche lombarde e 40 Reparti con presenza d’infezioni registrate in 2 anni (2011 – 2012): risultato: laddove aumentano le spese per i servizi d’igiene, cala proporzionalmente il tasso di infezioni nosocomiali: un dato che fa riflettere.

Legge 125 6/8/2015

Dl 78 19/6/2015

Dl Enti locali dopo legge conversione

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